Le persone neurodivergenti non sono un’anomalia da correggere, ma un esempio di come la diversità possa arricchire la nostra comprensione del mondo e il nostro modo di interagire con esso.
NeuroTribes: The Legacy of Autism and the Future of Neurodiversity by Steve Silberman
Scuole elementari, disegni, colori, e una mostra che ti scuote. È così che Mediaporto ha celebrato la Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo il 2 aprile. “D.S.A. – Distratta Società Astratta”, una mostra che non si limita a sensibilizzare ma scuote davvero la coscienza. Perché? Perché il titolo gioca con l’acronimo D.S.A., legato ai disturbi dello spettro autistico, ma qui si ribalta, si distorce, e ti fa riflettere sulla nostra società.
Valeria Gatti, ideatrice e curatrice, non è solo una appassionata d’arte. È qualcuno che, da vicino, conosce le sfide legate all’autismo. E allora cosa fa? Usa l’arte per abbattere i muri. I bambini, protagonisti dell’esposizione, hanno dato forma a disegni che raccontano il mondo visto da chi, appunto, non segue le regole prestabilite. E il pubblico? Un mix di genitori, studenti, cittadini, tutti raccolti sotto lo stesso tetto, a fare i conti con una realtà diversa, ma fondamentale.
Nel pomeriggio, Gatti ha guidato un approfondimento con le associazioni locali, una discussione frizzante che ha allargato la riflessione: sì, l’autismo è diverso, ma è anche un’opportunità di cambiamento. Nel frattempo, la mattina è stata un’occasione di gioco e lettura per i più piccoli, che con la loro curiosità e spontaneità, hanno respirato un’aria diversa.
Questa mostra non è solo un’esposizione. È un manifesto. Una dichiarazione di inclusione, un invito a guardare il mondo con occhi più ampi. D.S.A. non è più solo un acronimo. È il modo in cui possiamo – e dobbiamo – cambiare la nostra società. Fino al 30 aprile, Mediaporto è la base di partenza per un nuovo viaggio. La diversità è una risorsa. La mostra lo dimostra.