
Un rito lungo oltre 600 anni. Ogni volta è come fosse la prima.
Matera non si sveglia il 2 luglio. Matera rinasce. Ogni anno. Ogni volta. Perché la Festa della Bruna è molto più di una celebrazione religiosa. È un corpo collettivo che si muove all’unisono, una città intera che entra in scena per incarnare fede, storia e identità. Da 636 anni. Senza mai fermarsi. Nemmeno quando il mondo si ferma.
Matera è una città scavata nella pietra, nella cultura, nell’anima di una comunità. Le sue strade, i suoi Sassi, le sue tradizioni non raccontano il passato: lo fanno rivivere. Qui ogni festa è un rito antico e ogni rito una lezione d’identità. Matera è come se fosse la città fenice, che ogni anno rinasce dalle sue ceneri. Nel cuore della Civita, all’alba, parte la Processione dei Pastori. Una discesa nel tempo e nel sacro che unisce piazza Duomo alla chiesa di San Francesco d’Assisi. Il Carro Trionfale, che sarà “strazziato” in serata sotto il cielo di piazza Vittorio Veneto, rappresenta il culmine di un’attesa che è già un rito. Quest’anno porta la firma potente di Francesca Cascione, artista materana che ha tradotto in cartapesta il tema giubilare: “Mio Signore e mio Dio, Tu mia speranza”.
La festa di tutti. Anche del Sindaco.
Antonio Nicoletti, neoeletto primo cittadino, ha affidato alla Bruna il suo primo discorso da sindaco.
“Per me la Bruna è mio padre, è ricordi, è identità. È il nostro Capodanno. Il giorno più lungo dell’anno, quello che ci rende ciò che siamo”.
Nicoletti è il sindaco che i materani hanno scelto contro ogni logica. Ha vinto le elezioni almeno tre volte. Quando è stato indicato, quando è arrivato a sorpresa al ballottaggio, quando ha vinto il ballottaggio ed ha giurato di servire Matera. Il suo è un sentimento condiviso da migliaia di materani, e che oggi punta in alto: il riconoscimento UNESCO. Un traguardo non simbolico, ma profondamente politico, che punta a tutelare e rilanciare un patrimonio immateriale fatto di tradizioni vive, non di folklore impolverato. Vedremo se Nicoletti lo saprà fare. I materani, a quanto pare, credono di sì.
Il Carro: una barca nella tempesta, un’ancora nel futuro
È una barca il Carro 2025. Naviga tra onde e angeli, con Cristo come àncora e Maria come Stella del Mare. A svelarlo è stata la stessa Cascione, circondata dal sostegno della comunità e degli Angeli del Carro, pronti a difenderlo fino allo “strazzo”. E a completare il racconto visivo, l’opuscolo curato da Franco Moliterni, distribuito nei punti chiave della città. Non un semplice programma: una guida spirituale e iconografica, tascabile ma profonda.
Ordine, sicurezza, trasporto: la macchina è pronta
In una città come Matera non puoi improvvisare. Il piano del traffico è operativo: divieti di transito per mezzi pesanti, sosta vietata in diverse aree sensibili, e soprattutto il servizio navetta attivo da via Granulari verso il centro città.
Confermate anche le misure di sicurezza: transenne metalliche lungo il percorso del Carro, New Jersey agli ingressi principali, estensione dell’orario dei bagni pubblici e giostre per bambini e ragazzi distribuite tra via Annibale di Francia e Casino Dragone.
Corone, lacrime e luci: la Bruna del popolo
Il 1° luglio si terrà l’incoronazione della Sacra Effigie con le corone volute dal popolo: simboli non di ricchezza, ma di affetto, devozione, amore.
L’apertura ufficiale della Festa, il 14 giugno, è stata segnata da un minuto di silenzio per il brigadiere Carlo Legrottaglie, e da parole forti e dolci insieme: quelle di don Francesco Di Marzio, che ricorda come la maternità, oggi più che mai, sia da difendere, da proteggere, da benedire.
Madonne, designer, bandiere e pastori
La Festa della Bruna è anche un laboratorio di creatività contemporanea: dalle magliette ufficiali delle designer Alessia Mingione e Mariangela Consoli al progetto “Amicta”, curato da Fabrizio Perrone, che racconta l’evoluzione dell’abito della Madonna.
E ancora: eventi sportivi, iniziative di inclusione, processioni, spettacoli pirotecnici, e soprattutto una comunità intera che cammina, canta, suona, crede.
Oltre la festa: una dichiarazione d’amore
È questa la sintesi di tutto. La promessa che ogni 2 luglio rinnova: Matera c’è, Matera resiste, Matera spera. Perchè Matera non è Matera. Matera diventa Matera ogni anno, il 2 di Luglio. E se un giorno l’UNESCO dovesse davvero arrivare, saprà che qui, da secoli, la cultura non è mai stata chiusa nei musei. Ma è passata sotto le mani, tra le strade, nei cuori, nelle strette di mano. Da polpastrello a polpastrello.