La lettura può curare più di una medicina?

Quando il benessere si legge tra le righe

Il 25° Workshop “Biblioteche e Benessere”, ospitato nella Biblioteca del Consiglio Regionale della Puglia, non è un convegno. È un manifesto. Due giorni per riscrivere le regole del welfare culturale, con un titolo che suona come una promessa: “Nuove prospettive con le Health Humanities per la salute e la comunità”.

La rivoluzione del benessere parte dalle biblioteche. Così a Bari succede l’impensabile

Curare l’anima, e magari anche il corpo

Lo sapevi che leggere un romanzo può abbassare la pressione? Che parlare di memoria collettiva può migliorare la salute mentale? A raccontarlo sono stati medici, filosofi, bibliotecari, architetti e psicologi, tutti insieme sullo stesso palco.

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Ma non aspettarti relazioni accademiche. Qui si è parlato di “spazi di rigenerazione urbana”, di “welfare di prossimità”, di biblioteche che diventano luoghi di cura e di accoglienza attiva, aperte ai fragili, ai migranti, ai dimenticati.

Un tempo bastava un libro per sentirsi meglio. Ora serve molto di più. Serve una visione. E a Bari qualcuno l’ha avuta davvero.

Il bello? Questa rivoluzione non arriva da New York o Berlino. Parte dal Sud, Bari, dalla Puglia. Ed è già un modello per l’Italia intera.

Il Sud che insegna

Perché qui si fa sul serio: leggere per vivere meglio, progettare spazi pubblici pensando alla salute, fondare biblioteche che siano più simili a centri di ascolto che a templi silenziosi.

E tu, che libro sei?

Ogni biblioteca è una cura potenziale. Ogni scaffale, una farmacia dell’anima. E se tu sei un buon lettore, puoi essere un paziente che guarisce da solo. Utopia? Forse. Ma anche le utopie iniziano da un’idea. O da un workshop. Come questo.

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